LUCA “ZARATHUSTRA” lECCA

Ciao, mi chiamo Luca Lecca, Zarathustra per gli amici o più semplicemente Zara.

Sono un ragazzo Sardo che a quarant’anni, dopo tanto tribolare, si ritrova finalmente davanti la concreta possibilità di rendere quel che un tempo era un sogno al limite dell’utopia una realtà concreta e tangibile. Cercherò di raccontarvi nel modo più breve possibile cosa mi ha portato ad aprire questo sito:

La mia vita non è mai stata semplice. Sono stato fin da sempre anticonformista ed estroverso, e fin da ragazzo, la mia indole ed il mio temperamento, uniti ad un carattere difficile, mi hanno causato non pochi problemi.

Vivevo in un paesino del centro Sardegna che mi stava stretto e a 19 anni, dopo aver conseguito una qualifica come manutentore di impianti industriali, decisi di emigrare alla volta del bresciano.

A causa di problemi legati al tono dell’umore, in seguito ad un ricovero, ho dovuto far ritorno a casa. In seguito ho vissuto in provincia dapprima a Cagliari, dove ho imparato le basi del bartending, per poi cominciare a fare le stagioni estive ed in seguito continuare nel settore dapprima a Viterbo e poi a l’Aquila, dove riuscii ad ottenere un posto fisso.

Convivevo, ed oltre alle solide garanzie economiche che il mio lavoro mi garantiva lo facevo con passione e progettavo con la mia compagna di metter su famiglia. Cantavo in una band metal, l’ultima di una serie di tre, e grazie al mio carattere ed al mio modo di fare ero riuscito ad avere una buona cerchia di amici, che mi stimavano e mi facevano sentire “a casa”. Tutto questo fino al 2013, quando una malattia rara chiamata Sindrome Neuro Cranio Vertebrale cominciò a fare letteralmente a pezzi il mio corpo.

Decisi di tornare in Sardegna per curarmi, ma i medici non capivano cosa avessi, feci esami su esami e mi fecero diverse diagnosi, tutte sbagliate o comunque incomplete. I medici mi definivano “al limite della sindrome” senza prendersi nessuna responsabilità ma soprattutto senza proporre soluzioni di sorta.

Nel frattempo peggioravo, prendevo farmaci su farmaci, spesso in dosi oltre il limite massimo, ma il dolore non si placava ed il mio corpo continuava ad indebolirsi. L’unica cosa che riusciva a farmi star meglio e curava i miei sintomi era la cannabis. Fumavo per divertimento fin da quando ero ragazzo, e già da allora ero conscio del fatto che contro i miei mal di testa ed i miei sbalzi d’umore era la sola cosa veramente efficace.

Ci vollero due anni e mezzo per avere una diagnosi scritta e dovetti volare in un centro specializzato in Sicilia per averla. Un altro problema fu ottenere le autorizzazioni necessarie per andare a Barcellona ad operarmi, l’intervento costava quasi 20.000 euro e dovetti aspettare il nulla osta della regione per partire; lo ottenni solo dopo aver dimostrato che la tipologia di intervento alla quale dovevo sottopormi non veniva praticata in Italia ma sorpattutto grazie all’aiuto di una splendida persona che mi aiutò a districarmi negli oscuri meandri della burocrazia.

Nel frattempo persi letteralmente tutto. Il rapporto con la mia compagna, anche a causa della distanza degenerò, e ci lasciammo. Attribuisco gran parte della colpa ad un farmaco che assumevo in dosi massicce, il 33% in più del dosaggio massimo consentito, che alterava pesantemente il mio umore facendomi avere delle vere e proprie esplosioni di rabbia..

Quando chiesi al mio neurochirurgo un parere sul farmaco mi rispose con disgusto: “es mierda”. Ho scoperto qualche tempo fa essere una sostanza d’abuso e che il dipartimento di giustizia americano ha condannato in passato la casa produttrice per marketing fraudolento in quanto pagava tangenti ai medici per fargli prescrivere i loro farmaci. Il mio problema forse non era legato solo ad una malattia invalidante ed al tono dell’umore, ho utilizzato quel farmaco “off label” per anni. fu la cannabis a salvarmi. Nonostante avessi una regolare prescrizione non potevo permettermi di acquistarla in farmacia e vivendo a casa di mia madre non potevo coltivarla.

Persi il lavoro, la compagna, quasi tutte le amicizie ed i rapporti con la mia famiglia si incrinarono al punto che tre mesi dopo l’intervento me ne andai di casa chiudendo definitivamente i rapporti con loro.

Speravo di riprendermi in fretta, ma la malattia nel corso degli anni mi ha causato sei ernie, la perdita di tutte le fisiologiche della schiena , una rachialgia che causa emicrania e cefalea praticamente giornaliere ed una radicolopatia che ha reso il mio braccio destro praticamente inservibile.

Durante la convalescenza mi sono arrovellato per cercare di trovare un nuovo sbocco lavorativo. .Già allora ero fermamente convinto che la cannabis sarebbe stata il futuro in Sardegna ed in Italia, ma eccezion fatta per pochi amici intimi, tutti mi vedevano come un visionario. Oggi posso affermare, con un sorriso sulle labbra ma anche con l’amaro in bocca, d’aver avuto sempre ragione.

Trasferitomi a Cagliari riuscivo a sopravvivere grazie ai sussidi del comune, ma, pochi mesi dopo aver cambiato casa, mi vennero sospesi. Dovetti indebitarmi per pagare affitti e bollette e soprattutto per curarmi.

Nonostante i problemi economici moralmente stavo bene, ed ebbi la stupida idea di sospendere l’unico stabilizzatore dell’umore che assumevo da anni. Finii nuovamente in ospedale e caddi in mano a degli specialisti incapaci che più che curarmi mi sedarono pesantemente. Solo dopo aver cambiato 4 specialisti nel corso di 3 anni ed aver ripreso la vecchia terapia vedo nuovamente la luce alla fine del tunnel.

Sono sempre stato molto curioso, i miei insegnanti da ragazzino mi definivano un “enfant prodige”, sono stato per tutta la vita un avido lettore ed ho condotto negli ultimi anni parecchi studi e ricerche.

Così, ho deciso di occuparmi a tempo pieno di quella che è stata dapprima una passione ed in seguito uno strumento per contrastare i sintomi della malattia che mi affligge, la Cannabis. Riconquistando lucidità e raziocinio, anche a causa della clausura impostaci a causa della pandemia, ho deciso di cercare di far fruttare le mie doti e di aprire questo blog, il punto di partenza di un network interamente dedicato al mondo della cannabis.

Oggi mi curo nuovamente con la cannabis, erogatami regolarmente dal Sistema Sanitario Regionale ma, al pari di altri pazienti, ho dovuto affrontare diversi ostacoli per aver accesso alle cure, sia per disinformazione che per superficialità da parte dei medici incontrati, ma soprattutto perché per aver diritto alla cannabis in erogazione gratuita bisogna per forza provare tutte le alternative chimiche in circolazione, oppiacei compresi.

In questi anni ho conosciuto tante persone e tante realtà legate a questo mondo, sia in Italia che all’estero, ed ho deciso di capitalizzare le conoscenze e le competenze acquisite in questo settore per metterle al servizio del pubblico.

La mia è una storia a lieto fine ma ad oggi moltissime persone intorno a noi hanno problemi economici e di salute, vivono nell’ombra e vengono discriminati, corrono il rischio di avere problemi giudiziari rischiando persino il carcere. Sono persone comuni che, al pari di chi ama passare il dopo lavoro in compagnia degli amici al bar, vogliono curarsi, rilassarsi e divertirsi con qualcosa d’infinitamente più sano dei farmaci e delle droghe sintetiche e meno pericoloso dell’alcol e della nicotina.

Ad oggi il mio network consiste in una serie di canali attraverso i quali sono in contatto con rete eterogenea di persone, divise tra associazioni, sostenitori,, attivisti, medici, ricercatori, farmacisti, imprenditori, professionisti di vario genere, coltivatori, scrittori, me ma soprattutto pazienti.

Grazie al progetto “THE CANNABIS WORLD” sono entrato in contatto con il Comitato Pazienti Cannabis Medica, diventando dapprima un loro referente ed autore ed in seguito rappresentante di diverse associazioni italiane all’interno del concilio dei pazienti dell’IACM (International Association for Cannabinoids as Medicine). Sono inoltre un coordinatore dell’USSM ASARP (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) di Cagliari

Ecco spiegato perché è nato il progetto “The Cannabis World“, un network d’informazione il cui intento è creare una solida rete comunicativa ed aziendale che faccia da testa di ponte tra tutte le diverse figure del settore canapicolo promuovendo mercato e filiera, generando benessere e prosperità e migliorando le condizioni generali della popolo, con un occhio di riguardo per i pazienti, per la mia terra ed il mio popolo ma soprattutto con lo scopo di eradicare lo stigma che circonda questa magica pianta.

I grandi spiriti hanno sempre incontrato violente opposizioni da parte delle menti mediocri.

A. Einstein

Uno spirito libero non ha rispetto né soggezione per ciò che gli spiriti vincolati accettano e venerano, è alla ricerca della Verità, ma senza illusioni.

F.W. Nietzsche

Non essere un’unica forma, adattala, costruiscila su te stesso e lasciala crescere: sii come l’acqua. Libera la tua mente, sii informe, senza limiti come l’acqua.

Bruce Lee

Se avete bisogno di informazioni sui vari utilizzi della cannabis, sul progetto in generale e se volete seguire le novità o collaborare al progetto THE CANNABIS WORLD potete farlo attraverso tutti questi canali:

Chiamate e WhatsApp al numero: +393880505165